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venerdì 12 agosto 2011

Anna Dello Russo: identikit di una (vera) aspirante Carrie B.



Anna e Carrie: due gocce d'acqua (1)
Anna e Carrie: due gocce d'acqua (2)

Volete diventare Carrie Bradshaw? Siete in trepida attesa di sfolgoranti consigli che io, immerso nei guai e nelle incertezze della vita fino al collo (oltre che gay), ancora non sono riuscito a darvi? Ho la soluzione che fa per voi.
Si chiama Anna Dello Russo, classe 1962, nata a Bari, è la persona che può fare al caso vostro. E non solo perchè ha capelli mossi e fisico alla Carrie, ma perchè ne è l'esatta fotocopia. D'accordo, forse non ha un Big pronto a farle da marito, e probabilmente non ha mai pubblicato un libro sul sesso. Nemmeno forse sarà mai caduta da Dior a Parigi e nemmeno si sarà mai trovata in situazioni imbarazzanti o peggio, con una migliore amica che le rubasse il fidanzato (ebbene sì, a Carrie al liceo è successo, un minuto di silenzio). Eppure, vi chiederete voi cosa fa di Anna Dello Russo, a mio parere, la Bradshaw italiana ufficiale?
Ve lo dico subito: è stata redattrice di Vogue Italia, Direttrice di L'Uomo Vogue e ad oggi è consulente creativa di Vogue Giappone. Possiede 4000 scarpe ed è stata definita una vera "maniaca della moda" da Hemut Newton. Ha uno stile ineccepibile, sperimenta come poche fanno, dimostra un sottile senso del gusto e se ogni tanto esagera, lo fa solo per lasciare il segno. Esattamente come il mio idolo è eccentrica ma quanto basta. Se non vi volete fare affidamento alle mie parole, ecco testimonianze più affidabili. Carta canta:


Carrellata di abiti più o meno sobri. Non si può certo dire ami il total black
Red carpet


Insomma, Anna è una tipa che sa come spiccare e uscire dall'anonimato. Certi outfit poteva anche risparmiarseli, ma anche a lei, come alla mia Carrie, qualche scivolone dalle sue Vuitton può anche capitare. Sono icone, non sante.

PS: se siete interessati a ciò che Anna fa, indossa, pensa, boccia tenete sott'occhio il suo blog ufficiale ( www.annadellorusso.com). Ha sicuramente più autorità di me, più buon gusto e seguendolo potrete diventare anche voi prossime icone di stile!

martedì 15 marzo 2011

L'imprevisto fashionista

La mia cara collega Marion, nel mio piano di fuga per la metropoli oltre che per diventare una persona migliore, ha posto una regola fondamentale in fatto di stile: sapersi contraddistinguere dalla massa.
E questo non significa non seguire la moda, sia chiaro, bensì rielaborare secondo un proprio punto di vista quanto viene considerato IN per quella stagione o anche saper fronteggiare gli imprevisti. Proprio come stamattina, ovvero quando il fato mi ha messo alla prova.
Martedì mattina. Aspirante Carrie Bradshaw si appresta ad incontrare Clementia per andare a lezione, a cui poi seguiranno pranzo e uno shopping veloce in Duomo. Chiodo in pelle marrone, i miei terzi jeans preferiti, debitamente inseriti nelle mie All Star marroni alte, pashmina in fantasia scozzese azzurra. Mi sentivo come Carrie Bradshaw in procinto di iniziare una giornata perfetta, ma si sa, i sogni hanno vita breve, e all'improvviso la mia fantastica borsa in "pelle" marrone, adibita a tracolla universitaria da mesi, si rompe. Niente più possibilità di portarla sulla spalla, una pioggia che cadeva sempre più fitta, dei libri pesantissimi da portare in giro tutto il giorno. Panico. Che fare?
Rebecca Bloomwood in questi casi sposa la filosofia dello sfrenato ottimismo e risolve al meglio ogni imprevisto, anche io, pensai, se volevo vivere all'insegna dello stile e come le mie idole, dovevo trovare una soluzione.
Fu così che arrivai da Clementia con la mia ex tracolla trasformata in una magnifica hand bag, una sorta di maxi pochette che dava un tocco in più a qualsiasi studente universitario desideroso di lanciare innovazione e buon gusto. Persino Carrie Bradshaw si sarebbe complimentata con me.
Fu così che il pomeriggio mi aggirai in Duomo con la pioggia e la mia hand bag sotto spalla, o a mano. Due modi per portare un unico accessorio. Potevo lanciare una nuova tendenza, e sicuramente se fosse stata la settimana della moda, qualcuno l'avrebbe preso come spunto per un futuro catwalk. Io non me ne sarei preso il merito dopotutto.
Ho debuttato in Duomo come si deve, ho fatto fronte agli ostacoli in modo eccelso, e, giusto per trovare qualcosa che mi contraddistinguesse, ho acquistato anche questa camicia:


Ditemi voi se non è lasciare il segno questo.

martedì 8 febbraio 2011

Francesine, je v'aime


Con il mio amico Sam in viaggio a Parigi, l'assonanza con la nazione francese mi porta obbligatoriamente a parlare di francesine. E non sto parlando di graziose fanciulle francesi.
E' infatti degno di nota che Aspirante Carrie Bradshaw ha la sua calzatura prediletta; come il mio idolo prediligeva nettamente scarpe dal tacco vertiginoso, io, per ovvi motivi legati al buon costume, non posso certo permettermi di aggirarmi per Milano in tacco 12 (come se poi in Duomo non si fosse già visto di peggio).
Anche io dunque ho il mio feticcio in fatto di calzature: le francesine appunto. Modello basso, ovviamente, stringato, disponibile sia per uomini che per donne, stanno diventando un accessorio fondamentale per i guardaroba di tutte i fashion-addicted più raccomandabili. Ottimo alternativo alle solite All Star, ne sono diventato subito dipendente nel momento in cui, con Clementia, ne ho acquistato il primo paio a 14 euro in via Torino a settembre.
Mi sono poi reso conto che, oltre ad avere prezzi decisamente abbordabili, si tratta di un modello che fa la sua figura; fini, eleganti ma non troppo, sono disponibili in diversi colori e modelli dando quel tocco originale alla propria mise.
Non saranno di certo paragonabili alle Manolo della mia Carrie, ma di certo valgono la pena di essere acquistate se si ha una vita gaia e si fa della moda la propria filosofia di vita. 
Esattamente come Carrie.

venerdì 21 gennaio 2011

Twitter: una nuova finestra sul mondo (glamour)


Da quando ho iniziato a dedicarmi a Twitter per qualche strano motivo sono entrato in una cerchia di fashion blogger/fanatici della moda.
Sarà perchè gli interessi sono gli stessi e quindi è più facile seguire persone con cui condividerli, sarà perchè seguiamo le stesse persone famose e non (vedi Nina Garcia, Katy Perry etc), fatto sta che ogni qualvolta apro la mia bacheca mi ritrovo sommerso da tweet relativi a post che trattano di moda e stile pubblicati dai miei Followers. Ultimo tra tutti, il tweet di un tale che si diletta a commentare ogni passerella più accattivante della Milano Moda Uomo. Per la serie: io c'ero.
Inizio a sentirmi inadeguato: tra tweet che discutono sulla settimana della Moda Uomo a Milano, sull'inizio di quella di Parigi e sugli outfit più glamour per l'autunno/inverno 2011/2012, l'unica cosa di cui io posso parlare è di malapropismi, sincopi e variazioni diastratiche, ovvero dell'unica cosa che da due settimane sto leggendo e rileggendo per via degli esami. 
Se poi salta fuori che la mia giornalista preferita di Vanity Fair (o meglio, il suo blog fashion) mi segue, allora mi rendo conto che una soluzione va trovata. E che mi devo impegnare a creare tweet il più glamour possibile; che non parlino di Linguistica Italiana ma, guarda caso, di qualcosa di leggermente più orientato verso il tema modaiolo.
Se voglio diventare Carrie Bradshaw, anche il mio account Twitter deve fare altrettanto. Basta solo un pò di impegno.

lunedì 17 gennaio 2011

Sexual Rebirth

Mentre il mio periodo di astinenza proseguiva senza alcun intoppo e mi trovavo indaffarato a dividermi tra lavoro ed un esame da preparare, la mia libido aumentava a più non posso.
Nonostante avessi potuto usufruire della mia ultima preda etero per due esercizi orali, notavo come il mio senso di inquietudine si faceva ancora sentire. E tanto, anche.
Fu così che grazie ad una chat abbastanza blanda e malfamata, iniziai a frequentare lo strano mondo del sesso virtuale: ragazzi che si mostravano in cam, vecchi che racimolavano nuovi amanti e uomini sposati che cercavano "nuove esperienze", ma anche ragazzi etero parecchio eccitati, carini e soprattutto, curiosi.
Incappai per sbaglio in un tizio che, casualmente, abitava proprio vicino a me, nella Bella Provincia, a 15 minuti di distanza da casa mia ed anche etero. Se inizialmente mi aveva scambiato per una ragazza e mi aveva dato il suo indirizzo Email, di fronte allo scambio di foto ebbe qualche perplessità nel sapere che Aspirante Carrie Bradshaw in realtà era un maschio, ma appena disse "Però fare qualcosa con un maschio sarebbe intrigante", capì la mia missione. Tutto faceva parte di un piano divino prestabilito. Si trattava di un segno: dovevo regalare a Riccardo la sua prima esperienza omosessuale.
La prima sera fu un buco nell'acqua.
La seconda una conversazione in cui cercavo di vendermi al meglio.
La terza sera, giovedì, mi invitò da lui. In genere non facevo queste cose, ma io avevo alle spalle 10 mesi di astinenza sessuale, un pò di esercizio da fare per non dimenticare l'ABC dei preliminari e, cosa più importante, un etero che doveva tastare nuovi territori. D'altronde, pensai, Carrie Bradshaw non avrebbe mai acconsentito che un ragazzo giovane come me si privasse di un'esperienza così interessante.
Affrontai la nebbia, il freddo e le strade sperdute per ritrovarmi in un paese altrettanto sperduto in cerca della via che mi era stata indicata e parcheggiai.
Il tempo di raggiungere la porta di casa sua e mi trovai di fronte un ragazzo molto carino: alto, rasato, occhi azzurri, spallato, molto etero e pugliese. Mi invitò a bere Vodka e fumare una sigaretta, e lì mi raccontò di essere fidanzato, di lavorare come buttafuori in alcuni locali di Milano (vedi: è spallato), e di essere curioso di cosa avrei potuto fargli mettendomi semplicemente in ginocchio.
Andammo in camera da letto e lì tutto avvenne da sè: si spogliò, si godette l'istante, apprezzò e poi fece una cosa assolutamente inaspettata: mi chiese se avevo con me un preservativo.
Fortunatamente da mesi avevo in borsa un preservativo per un eventuale caso di emergenza che si rivelò provvidenziale: mi spogliò e facemmo sesso.
Ancora non posso descrivere quello che ho provato, dico solo che dopo 10 mesi di sonno sessuale, questa era la migliore sveglia che potessi desiderare. Avevo convertito il mio terzo etero. E non mi ero mai sentito così bene.
Uscendo da casa sua soddisfatto, non potei fare a meno di sperare che il senso di colpa per aver sperimentato nuovi orizzonti non lo sopraffacesse e che conservasse almeno il mio numero nell'eventualità che si sentisse ancora caloroso. Avere criterio aveva dato i suoi frutti: grazie a Riccardo ero rinato sessualmente.
Che la caccia al prossimo etero da convertire prosegua!

mercoledì 22 dicembre 2010

3 must prenatalizi

In conformità con lo spirito natalizio, sono stato ispirato ad un nuovo orientamento spirituale: consumare.
Abbandonato l'ormai tradizionale "a Natale sono tutti più buoni" e il luogo comune che vuole bontà e solidarietà specialmente in questo periodo dell'anno, io mi proietto verso una logica prettamente consumistico-egoista. No ai regali superflui, ovvero quelli fatti alle persone più care (eccetto qualche rara, isolata eccezione), Sì a più cose per me. D'altronde, dovevo pur godere delle fatiche di questi ultimi mesi.
Spinto da questa eccitazione ho avuto modo di acquistare in compagnia di Clementia e dell'Adorata Cugina il mio nuovo orologio Swatch (finalmente), un paio di pantaloni color corda adattissimi alle mie All Star marroni con cintura incorporata, un nuovo paio di jeans (servono sempre), e diverse magliette più o meno scollate da esibire durante le mie nuove serate mondane. Ma all'appello mancavano ancora due profumi, un paio di inglesine, un cardigan e una giacca marrone o chiara.
In tutta la frenesia del momento però, ho avuto modo di incappare in tre must have/know del momento che da buon fashion-addicted non posso non evidenziare nel mio blog fucsia shock:


1. Scoprire l'esistenza di un nuovo marchio associato all'Abercrombie, Hollister, che ha appena aperto nel centro commerciale poco distante da te. Si tratta di un brand legato al famoso Abercrombie and Fitch, con stesso negozio, stessa scenografia buia, stessa musica a tutto volume, stessi commessi/modelli, stessi capi tartan. Unica eccezione il prezzo, leggermente più basso di quello del suo sosia e in molti casi nemmeno esposto. Dopo aver visto tante camicie ed aver scoperto attraverso il sito che costavano solo 42 Euro, ho deciso: almeno una va acquistata.




2. Ricordarsi dell'apertura a Milano di Laduree. A marzo a Milano ha aperto la famosa pasticceria francese, rinomata per i suoi dolcetti e la loro conseguente qualità. Eppure si tratta di un vero evento mondano: Laduree è nota soprattutto per i Macarons, dolcetti di pasta di mandorle nei diversi gusti e colori, che in breve tempo sono riusciti a conquistare un ampio pubblico modaiolo ma allo stesso tempo goloso. Si trova in via Spadari a Milano, a pochi metri dal Duomo, si trovano Macarons a volontà, un'area apposita alla pausa del Thè e tante idee regalo a base di Macarons per ogni occasione. Inevitabile, in questo periodo dell'anno, la fila.





3. Visitare lo store di Banana Republic in via Vittorio Emanuele. Aperto da un paio di settimane, si tratta del primo store italiano del brand americano che associo qualità e prezzi accessibili per un target non molto giovanile. Comessi giovani e carini (Abercrombie docet) e ambiente curato tipico dell'oltreoceano, vi accompagneranno negli acquisti. 



Ed ora, via con lo shopping.

sabato 11 dicembre 2010

Aspirante Carrie Bradshaw abbonato fashionista



Ci sono giornate che non possono non essere ricordate.
Perchè hai incontrato il ragazzo dei tuoi sogni, perchè hai superato brillantemente un esame, perchè hai finalmente ritrovato la persona che avevi allontanato... 
Per me oggi è una di queste: ho ricevuto il mio primo numero da abbonato Vogue! Approfittando di un'incredibile offerta, qualche mese fa ho deciso, insieme alla mia Autorevole Madre, di sottoscrivere un anno di numeri alla rivista più fashion (e cara) di tutte.
Fin dal momento che avevo imbucato la lettera con la conferma della mia volontà di diventarne un accanito lettore aspettavo segnali da parte di Franca Sozzani o chi-per-lei ed oggi, appena ho avvistato sul tavolo della mia cucina il viso di Gisele Bundchen, la gioia è esplosa a più non posso. Quasi più di quando acquisto un paio di scarpe che mi piacciono ed a cui faccio il filo da mesi.
Ora, la rivista su cui Carrie Bradshaw scriveva nella serie televisiva penserà bene di tenermi aggiornato sulle ultime tendenze in fatto di moda, design ed arte per 12 lunghi mesi e probabilmente anche di più. Sempre assieme al mio amato Vanity Fair, ovviamente. E, come se non bastasse, si prevede già una nuova dipendenza oltre che un passo in meno per diventare a tutti gli effetti come Carrie Bradshaw, anch'essa sua fedele abbonata.
Queste sono le giornate da ricordare. Questa è la giornata in cui Aspirante Carrie Bradshaw è diventato a tutti gli effetti un abbonato fashionista. Remember it!

mercoledì 8 dicembre 2010

Meglio tardi che mai

Diventare Carrie Bradshaw significa molte cose.
1. Provare a farsi una carriera lavorativa giornalistica: ed io la stavo tentando con il mio percorso accademico ormai, si spera, vicino all'ambita Laurea in Comunicazione.
2. Provare a metter da parte un sostanzioso gruzzolo in vista del tuo futuro appartamento a Milano: ed io lo stavo facendo con il mio lavoro da commesso del giovedì e della domenica, sperando di riuscire a cavarmela almeno per i primi mesi. 
3. Cercare di farsi un guardaroba adatto ad un look il più possibile di buon gusto ed allo stesso tempo originale: cosa che mi veniva abbastanza semplice dato la marea di cose che ultimamente stavo acquistando a più non posso. Tuttavia sul risultato non sono così presuntuoso da pronunciarmi. I miei vestiti mi piacciono così. O almeno una buona parte di essi.
4. Incappare in conflitti interiori circa il punto 2, cioè risparmiare per il tuo futuro, ed il punto 3, cioè finire vittima del ragionamento "Ormai lavoro, posso permettermi tutte le cose che voglio" basato a sua volta sulla convinzione/giustificazione che anche "Carrie Bradshaw in fondo farebbe così".

Eppure qualcosa ad Aspirante Carrie Bradshaw mancava.
Sabato sera, prima della mia nottata di alcool e follia allo Stand Up con Xander, fissai la mia attenzione sul collage di foto che avevo realizzato ancora a giugno e notai come le cose in pochi mesi erano cambiate. Comparivano infatti Lou*, l'amica preziosa che dal litigio di inizio agosto aveva preso le distanze dal sottoscritto, e Querceto, che dall'ultima volta che l'avevo visto al Borgo, ubriaco come una spugna immersa nella Vodka, non avevo più sentito. 
Se davvero fossi stato Carrie Bradshaw questi litigi non sarebbero mai avvenuti, avrei trovato un modo gentile o comunque educato per far presente che le cose non andavano più, che bisognava rivedere qualche particolare, che i problemi si potevano superare. Per Lou* avevo fatto la mia mossa, parecchie volte le avevo scritto nei mesi addietro ricevendo sempre le solite risposte distaccate che non riflettevano più la persona che avevo avuto a fianco negli anni, ma per Querceto no. E lì, decisi di ascoltare la voce in me che da settimane mi diceva di scrivergli, almeno per ringraziarlo dell'ultima volta che mi aveva offerto il suo aiuto mentre io, ubriaco, alternavo in un chiarimento improbabile verità imbarazzanti a provocazioni stupide vittima dei drink del Borgo. Nel frattempo si era fidanzato, aveva trovato probabilmente nuovi amici gai con cui trascorrere le sue serate in compagnia di Tom, aveva forse rivalutato la Romana e condannato me, ma se non volevo ricadere nello stesso errore della scorsa estate, ovvero scappare, dovevo farmi avanti. Decisi dunque, non avendo più il suo numero di cellulare, di scrivergli qualcosa attraverso la chat di Facebook, così, per dimostrare che poi quel rapporto di amicizia che in passato c'era stato, in fondo per me contava pure qualcosa. Ecco quello che gli scrissi:

nico!
ci sei?
(dopo qualche minuto ndr) vabbè
ad ogni modo, volevo solo ringraziarti per avermi assistito l'ultima domenica che ci siamo visti al borgo e scusarmi se per caso ti ho creato disagi o robe simili,ma non credo di aver mai bevuto come quella volta
quindi:grazie
per il resto spero che ti vada tutto alla grande!
ci si vedrà in giro immagino
buona serata

Non ricevetti risposta. Era online, il suo stato risultava attivo e nemmeno i giorni seguenti ricevetti un suo segno di vita. 
Evidentemente avevo avuto quello che mi spettava, e di certo non lo potevo biasimare dato che ero stato io il primo a sparire ed a non rispondere ai suoi messaggi senza alcun preavviso, ma in qualche modo avevo fatto il mio passo. Non sarà stato quel grande evento, eppure mi sentivo meno in colpa.
D'altronde, anche Carrie Bradshaw l'avrebbe fatto. Meglio tardi che mai.

giovedì 23 settembre 2010

Tutto quello che so della vita l'ho imparato da Sex and the City






Riprendere l'estenuante ritmo accademico tutto in un botto non è cosa facile. Anche se per tutto il mese precedente hai iniziato un lavoro. Ragion per cui, iniziare a girovagare per la mia adorata UniBi così, senza niente da fare e prima del mio primo giorno di lezioni (fissato per il 4 ottobre) poteva essere la soluzione migliore per unire due scopi: il primo, riprendere la routine senza grossi traumi, il secondo, rivedere la mia amica Clementia.
Se poi a tutto questo aggiungiamo che avevo ancora da darle i regali di un compleanno festeggiato il 30 giugno ed un libro da recuperare per l'esame che molto probabilmente non sarei riuscito a dare, allora avevo solo una scelta: salire a tutti i costi a Milano.
Arrivai nella stazione dell'UniBi più felice per il mio incontro con Clementia che per altro, ed infatti qualche minuto di attesa dopo, e la mia cara amica fece la sua apparizione da dietro un Tram. Comparsa poco poetica, certo, ma per un milanese (o Aspirante tale) questo era il massimo della spettacolarità. 
Eseguite le nostre commissioni ed aggiornatici sugli ultimi avvenimenti, passammo allo scambio dei doni. Uno scambio alla pari, visto che anche Clementia, ormai arricchitasi grazie al suo lavoro estivo da receptionist, aveva preso un dono per me. Io le regalai, tra tutto, il dvd di Sex And The City The Movie, un must per chi è mio amico. Lei, invece, un libro intitolato, guarda caso, "Tutto quello che so della vita l'ho imparato da Sex And The City", un must per chi, come il sottoscritto, aspira a diventare Carrie Bradshaw e trascorre la sua vita pianificando la sua metamorfosi.
Titolo eloquente a parte, sembra il libro fatto apposta per me: un prologo accattivante, capitoli suddivisi per tematica (l'armadio, gli uomini, le amicizie, gli ex etc..), accurati rimandi ai singoli episodi o al film... ma soprattutto, la dimostrazione di quanto questo telefilm abbia influenzato la vita di noi singles.
Insomma, un vero terno al lotto. Specialmente, se il modo di scrivere dell'autrice (Paola Maraone), ricorda vagamente quello che vorrei adottare io, una volta che Vanity Fair o chi per lui mi farà firmare un contratto da redattore. Ancora devo terminare di leggerlo, ma sicuramente si rivelerà spunto per qualche mio futuro Post. I miei lettori sono avvisati.

(per chi volesse saperne di più: "Tutto quello che so della vita l'ho imparato da Sex And The City" di Paola Maraone, ed. Rizzoli, 194 pag, prezzo: è un regalo, non si dice)

lunedì 13 settembre 2010

Occasioni

Sebbene lavorassi da solo qualche giorno e ancora avevo notato che avrei avuto molte cose da imparare prima di potermi definire "commesso" a tutti gli effetti, non avevo invece trascurato il lato più interessante dell'occuparmi di un negozio di scarpe.
Avevo adocchiato un paio di Clarks in camoscio, in un colore simile al beige, e trascorrevo le mie ore di sudore ammirandole e osservando con attenzione che nessun cliente si accaparrasse il mio numero, anche a costo di nasconderlo. Lo so, quello che stavo facendo era poco professionale, ma non appena Sam torno dalle ferie, capitai nel suo turno di attività e mi disse che avrei avuto il 20% di sconto su qualsiasi mio acquisto, allora capì che non potevo farmele scappare.
Approfittammo dunque di 5 minuti di tranquillità in negozio e ce le provammo; il giorno seguente, Aspirante Carrie Bradshaw usciva dal centro commerciale con le sue nuove scarpe pagate il 20% in meno.
Non sembrava il mio stile, in genere non portavo capi simili. Eppure oggi, con il mio primo acquisto frutto del mio impegno professionale, ero pronto ad indossarle e, in caso, entrare in qualche losco giro di drogati o clochard pur di fare la mia sporca figura.
In effetti, una delle cose che la mia beniamina mi sta insegnando da anni è proprio quella di non lasciarmi sfuggire certe occasioni. Io non potevo esserne da meno: non solo avevo approfittato di uno sconto sostanzioso, ma avevo anche dato un tocco alla mia scarpiera diverso dal solito.
Se questo non è seguire alla lettera la mia Carrie...




mercoledì 1 settembre 2010

Orrore dal Web

Sul web e, prima ancora, in Tv, circola questo video:




Non è un incubo, è realtà, purtroppo.
Gli autori di questo programma hanno pensato bene di sfruttare l'immagine patinata di Carrie Bradshaw e costruire 10 minuti di spregevole spettacolo vestendo una discutibile indossatrice con stracci improbabili che nemmeno un'ubriacona porterebbe. E' forse questo, mi chiedo, il modo di trattare la mia beniamina? Risposta: decisamente no.

Dovrò trovare il modo di boicottare questa insulsa trovata, ma nel frattempo mi limiterò a farlo con voi, esigui lettori del mio blog. Se volete seguire le orme di Carrie Bradshaw, o anche solo del buon gusto, state alla larga da tutto quanto viene citato dai due tipi. Circa i due ceffi mi limiterò ad un solo sintetico commento: un pò di voglia di vivere no, eh?

sabato 14 agosto 2010

Aspirante Carrie Bradshaw in blue jeans


Tra i capi che ultimamente stanno invadendo negozi, locali e spopolano tra i fashion addicted, le camicie scozzesi/boscaiole sono di certo quello più evidente. Non solo perchè gode del trend già ampiamente testato dallo scorso inverno, ma anche perchè ormai, si sa, il genere boscaiolo piace.

Eppure, per i ribelli che non vogliono rinunciare ad essere cool, un'alternativa c'è: la camicia di jeans.
Sembrano essere stati abbandonati (seppur momentaneamente) i tradizionali colori blu e nero, il bianco rimane un sempreverde ma il jeans reclama il suo spazio.
Aspirante Carrie Bradshaw, il cui armadio (pur amandoli) straborda di capi boscaioli, ha optato per una tregua e, ieri pomeriggio, l'ho soddisfatta. Approfittando dei saldi ho trovato una camicia di jeans ad un prezzo abbordabile per le finanze risanate della mia carta di credito. E l'ha acquistata con l'intenzione di accompagnarla con una maglietta bianca semplice.
Altra novità: non è particolarmente aderente. 
Aspetto caratteristico è, appunto, il fatto che non vadano portate alla giusta misura: ragion per cui, una taglia S da donna mi sta comunque abbastanza larga. Giusto per dare quello stile casual tipico del denim.
Ma io, nonostante la mania per lo "stretto", mi sono voluto prendere questo impegno; prossimamente vi farò sapere l'esito. 




venerdì 23 luglio 2010

L'universo Carrie Bradshaw

Sono ormai quasi 4 mesi che Lostinbradshaw.com delizia i suoi "numerosissimi" lettori con fatti personali, consigli di stile e considerazioni su Carrie Bradshaw.
Riflettendo tra me e me però, mi sono reso conto che probabilmente qualcuno non possa ossessionato da Sex and the City nè tanto meno dalla protagonista, ma solo dalle mie vicende personali. Come poter aiutare dunque queste persone a conoscere meglio l'Universo Carrie Bradshaw? Forse obbligandole a guardare tutti gli episodi della stagione? Forse spedendo a casa di ciascun lettore una copia de "Il diario di Carrie" (appena uscito)?
Purtroppo niente di tutto questo poteva essermi utile. Ma ecco che in questi momenti di panico puro, la misericordiosa Wikipedia mi è corsa in soccorso. Qui di seguito troverete una breve descrizione del mio mentore/modello di vita/persona che ammiro/mito stilata da Non-si-sa-chi per l'enciclopedia più free del Web.
D'ora in poi non potrete più dire di non conoscere Carrie Bradshaw.

Personaggio di Sex and the City
Carrie Bradshaw
Sex and the City (film).jpg
Carrie Bradshaw
Prima apparizioneLe donne, il sesso e gli uomini
Ultima apparizioneUn'americana a Parigi - 2a parte
Causa/Motivofine serie
Caratteristiche
Sessofemminile
Nata il10 ottobre 1966
OccupazioneGiornalista, Scrittrice
Relazione/iMr Big (marito)
Aidan Shaw (ex fidanzato)
Jack Berger (ex fidanzato)
Aleksandr Petrovsky (ex fidanzato)
Interpretata daSarah Jessica Parker
Doppiata daBarbara De Bortoli
Creata daCandace Bushnell

CARRIE BRADSHAW

« Forse certe donne non sono fatte per essere domate, forse hanno bisogno di restare libere finché non trovano qualcuno di altrettanto selvaggio con cui correre »

Caroline Marie "Carrie" Preston (nata Bradshaw) è la protagonista nonché voce narrante del telefilm Sex and the City, in onda sulla rete americana HBO dal 1998 al 2004, e dell'omonimo film ad essa ispirato. Interpretata da Sarah Jessica Parker, è un personaggio autobiografico creato da Candace Bushnell, che ha pubblicato l'omonimo romanzo da cui è stata tratta la serie; l'autrice ha scelto questo nome perché aveva le stesse iniziali del suo.[1]

Nel 2005 questo personaggio è stata nominato sul canale Bravo come l'undicesimo più amato di una serie TV, battendo rivali come Buffy Summers.

Una curiosità: il contratto di Sarah Jessica Parker prevede una clausola precisa e categorica: niente nudi.


BIOGRAFIA

Carrie è la protagonista del telefilm insieme alle tre amiche del cuore Miranda, Charlotte e Samantha. Ogni episodio della serie è incentrato su un particolare argomento, spesso correlato alle relazioni amorose, alla vita da single o al sesso, su cui Carrie redige la sua rubrica per il New York Star, "Sex and the City": si va dalle riflessioni sulle relazioni a quelle sui vibratori, dalle analisi sulsesso a tre a quella sull'amore gay. È cresciuta sola con la madre, che è stata abbandonata dal marito quando Carrie era una bambina.

Amante dei locali chic, è nota per la sua affinità con il mondo della moda, in particolare riguardo le scarpe: ne ha circa cento paia e le sue preferite sono quelle di Manolo Blahnik. Il suo modo di vestire riflette la sua spasmodica ricerca dell'indumento più idoneo per ogni occasione, spesso finendo per sfoggiare uno stile unico e inconfondibile, che spazia dall'originalità sfrontata (che spesso rasenta il ridicolo) all'eleganza sopraffina: si va da strani accozzamenti tra vecchio e nuovo a vaporose gonne di tulle e abiti color caramella.

Lavorando in casa con il suo laptop, Carrie trova per sé molto tempo, cosa che spesso la porta a ragionare su temi di ordine etico, rivalutati nella prospettiva del nuovo millennio. Ha la dipendenza dal fumo (accende spesso una sigaretta mentre scrive un articolo), che nel corso della serie abbandona, non senza difficoltà (e scrive quindi bevendo succhi di frutta o mangiando gelato).

La casa [modifica]

Vive a Manhattan nell'Upper East Side in un appartamento in affitto, che poi acquisterà perché messo in vendita grazie ad un prestito da parte dell'amica Charlotte. Ha una mania per le scarpe all'ultimo grido che la trascina sul lastrico: solo grazie alla pubblicazione dei suoi articoli in un libro di successo e l'impiego offerto da Vogue nel corso della quarta stagione, riesce a risanare le sue finanze. Nel corso della sesta serie decide di trasferirsi a Parigi con Aleksandr Petrovsky, il suo uomo in quel momento, ma tornerà presto a New York. Tra i suoi amici si annovera in particolare Stanford Blatch, agente gay. Nel corso del primo film Carrie decide di andare a vivere con Mr.Big in un attico sulla Quinta Strada che viene però venduto subito dopo il disastro del primo matrimonio. Carrie così ricompra il suo vecchio appartamento dove vive temporaneamente fino al matrimonio in municipio con Mr.Big dopo il quale va a vivere con il marito in un appartamento nello stesso palazzo dell'attico sulla Quinta. Tuttavia decidono di non vendere il vecchio appartamento di Carrie.


L'AMORE PER MISTER BIG

Molto affezionata alle sue tre amiche, che considera anime gemelle ("un uomo è fortunato ad arrivare quarto con Carrie" dice Big alle ragazze nell'ultima puntata), dal punto di vista delle relazioni amorose, Carrie è alla ricerca "dell'amore totale, ridicolo, scomodo, spossante, che ti consuma e non ti fa pensare ad altro": crede di averlo trovato in Mr. Big, con cui ha una storia nella prima e nella seconda stagione, prima che lui si sposi e con cui si ritrova per storie durante le serie successive.

Gli uomini di Carrie

Carrie nel corso del telefilm intreccia un rapporto duraturo (ma mai permanente) anche con altri uomini: Aidan, costruttore di mobili, che tradisce con Mr. Big e che poi la lascia perché lei non è disposta a sposarlo; Berger, scrittore sfortunato che la lascia con un post-it attaccato al portatile non potendo più portare avanti la loro storia; e Aleksandr Petrovsky, artista russo di fama internazionale che la porta con sé a Parigi, ma che pone sempre l'arte prima di tutto. Al termine dell'ultima serie comunque, il vero grande amore di Carrie si rivela essere proprio Mr. Big, che vola da lei a Parigi per riportarla a casa.

(fonte: Wikipedia, l'enciclopedia libera)