venerdì 13 agosto 2010

Malinconia, amica mia

Questa canzone è malinconica. Proprio come me in questi giorni:



Giornate di pioggia, un cellulare spento, una persona da "dimenticare"...

Dopo essere sparito per più di 24 ore da Matteo, il tizio che stavo frequentando da due giorni, e con il quale avevo deciso di chiudere più per orgoglio che per disinteresse, mi ero reso conto che purtroppo non sarebbe stato altrettanto facile rimanere indifferente ai gesti che io stesso avevo compiuto.
Ero triste, malinconico. E non sapevo il motivo del mio stato d'animo.
Giovedì sera, mi vidi con Sam per riaccedere il cellulare e tastare da me i guai che avevo combinato: trovai 9 sms, di cui 5 di Matteo. Evidentemente non ci aveva messo molto a capire che lo stavo trattando come altri prima di lui.
Ma questa volta, a differenza delle precedenti, non sembravo essere convinto della mia scelta; all'1 di notte, dopo una serie di riflessioni con il mio caro amico, decisi di scrivergli un sms di spiegazioni. Non sapevo se lo stavo facendo per far tacere i miei sensi di colpa o perchè forse a rivederlo ci tenevo ancora. Ormai non aveva più importanza.
Il mattino seguente, stamattina, mi sono alzato sperando di trovare una sua reazione al mio messaggio. Ma tutto taceva. Evidentemente avevo avuto quello che mi meritavo.
Aspirante Carrie Bradshaw dovrebbe imparare a capire cosa vuole, ogni tanto.

giovedì 12 agosto 2010

Lo switch-off

A meno di 24 ore dall'appuntamento con Matteo, Aspirante Carrie Bradshaw non aveva perso tempo ed aveva approfittato di un'ansia anomala per mostrare la sua vera natura.
Era successo tutto mercoledì pomeriggio: io, notando un certo cambiamento nei suoi sms, avevo chiesto spiegazioni, lui, paragonandomi a certi suoi ex morbosi, aveva ribadito di non voler certi tipi di paranoie e di tenerci a scrivermi. Peccato, se poi il contenuto era vuoto e noioso; io mi dovevo accontentare.
E fu lì che l'ansia iniziò a pervadermi: fino al minuto prima del nostro incontro sembrava disponibile, dolce, carino.. da martedì sera aveva invece abbracciato l'arroganza e l'irritabilità. Avevo assistito ad un cambiamento. Che non gli piacessi?
Trascorremmo 4 ore chattando e proiettando aspettative sull'indomani, quando avrei dovuto conoscere la sua migliore amica, e poco più tardi mi scrisse nuovamente un sms. Ma nonostante tutto ciò, l'ansia non smetteva di assillarmi: iniziai a pensare che probabilmente stava solo trovando un modo per liberarsi di me, che forse stava conoscendo qualcun'altro, che mi stesse prendendo in giro... era troppo: non avrei lasciato che un ragazzo poco meno effemminato di me (che aveva addirittura usurpato il mio cubo allo Stand Up) mi piantasse. Dovevo reagire.
Decisi dunque di telefonare a Sam, e giunsi così alla mia conclusione: sparire.
Cancellai il suo contatto Facebook, lo bloccai su Msn, spensi il mio cellulare. Ecco fatto. Avevo appena adottato il mio stratagemma (ormai rodato) per chiudere con i ragazzi. L'ansia ora stava sparendo.


E invece, qualche ora dopo, quel sentimento di inquietezza mi stava ancora assillando. Avevo fatto la scelta giusta? Possibile che io non ero in grado di adeguarmi a quelle situazioni ambigue tipiche di due persone che si stanno conoscendo? Che aveva fatto Matteo di tanto sbagliato per meritarsi questo? In cuor mio sapevo che avevo due possibilità: o avrei dato spiegazioni, oppure, per mantenere la mia fama da antipatico e stronzo, sarei dovuto sparire come se non avessi un cuore. Sebbene ciò mi facesse male.
Quella notte, andai a letto triste. Avevo anche dimostrato di essere stronzo, ma il dolore, misto a dispiacere per il gesto sgarbato che avevo commesso, non mi stava abbandonando.

mercoledì 11 agosto 2010

L'appuntamento imperfetto

Domenica pomeriggio. Aspirante Carrie Bradshaw e Sam in casa. Un Pc con Facebook. 31 gradi all'aperto.
Se poi a tutto questo aggiungiamo un contatto Facebook fasullo, allora ci vuole poco ad immaginare me e il mio migliore amico impegnati a prendere in giro qualche innocente ragazzo via chat. Ma tra tutti, quello che ci colpì fu Matteo, 21 anni, di un paese vicino a Lecco, carino e vagamente strano. In poche ore si parlava già di appuntamento, rapirsi per un gelato, volersi di qua, pensarsi di là. Anche lui stava giocando, oppure qualcosa di vero c'era?
Decidemmo di entrare in gioco entrambi con i nostri veri profili, io lo aggiunsi ed il lunedì a mezzogiorno, con il contatto fasullo ormai archiviato, scrisse anche a me all'incirca le stesse cose del giorno precedente, con l'unica eccezione che questa volta mi aveva già visto dal vivo la stessa sera in cui io, Sam, l'Adorata Cugina, Timone e Marco eravamo usciti per la prima volta assieme. Interessato a Matteo ma un pò preoccupato per come sarebbe andata, decisi di fissare l'uscita per il giorno seguente, nella mia Meravigliosa Provincia, e di concedere il mio numero di cellulare. Per tutto il lunedì sera arrivarono messaggi ambigui: "Ti penso un pò", "Ti voglio" e robe simili. Improvvisamente l'idea che stesse scherzando svanì: possibile che credesse veramente a quello che scriveva? Oppure era il ragazzo perfetto?
Quel martedì pomeriggio, ansioso per il primo appuntamento con un ragazzo che fisicamente mi piaceva davvero tanto, incontrai Matteo e la risposta arrivò. Era carino, simpatico, ma ahimè non proprio virile come mi aspettavo. Passammo il pomeriggio a provocarci, io ammisi il mio scherzo di domenica e lui si vendicò in un modo assai sgarbato: facendo l'elenco dei ragazzi con cui era uscito negli ultimi 3 mesi (13) e accennando continuamente alla sua storia più importante. Niente di più cafone e per niente da ragazzo perfetto.
Per quanto le provocazioni mi piacessero, e lui lo sapeva, iniziai ad irritarmi per un pò. Finchè, al momento dei saluti, mi lasciò con un bacio stampo ed un'uscita per il giovedì seguente.
Tornai a casa senza un vero e proprio giudizio, evidentemente ancora non lo conoscevo abbastanza, ma di certo non sembrava essere quel genere di persona che lunedì scriveva sms carini e lusinghieri nei miei confronti.
Ora non mi rimaneva che attendere il giovedì, quando ci saremmo visti per un'intera serata. Mai portarsi sfortuna da soli, ma da come stavano andando le cose potevo supporre che non ne avremmo avuto per molto.
Questo è il gioco del primo appuntamento: ti aspetti una cosa, in realtà avviene tutt'altro.

lunedì 9 agosto 2010

Priorità

Venerdì mattina, secondo i genitori, il figlio Aspirante Carrie Bradshaw partiva per un weekend a Torre del Lago della durata di 3 giorni.
Venerdì mattina, Aspirante Carrie Bradshaw partiva per un soggiorno a casa di Lou* che sarebbe culminato la domenica sera al Borgo con Sam e Timo e che gli avrebbe consentito di risparmiare qualche soldo per i suoi folli acquisti in periodo di fine saldo. D'altronde lo shopping aveva la priorità, per me.
Pensando di fare cosa carina e soprattutto gradita, mi presentai alla porta della mia amica con delle brioches fresche da condividere per colazione con lei e la sua dolce metà Marco, il compagno di corso con cui da mesi si frequentava ma che ancora faticava a definire il loro rapporto. Quella era la prima volta che lo vedevo ma notai come le mie previsioni non fossero poi così errate: non proprio attraente, era strano e con un non so chè di presuntuoso. Il mio arrivo aveva messo fine al suo soggiorno iniziato lunedì e durato per caso fino a quella mattina. Quando si dice essere guastafeste...
Con la partenza svogliata di Marco intorno alle 11e30, la "vacanza" di Aspirante Carrie Bradshaw e Lou* ebbe inizio con una gita al centro commerciale (dove acquistai una camicia) , continuò con un pomeriggio di riposo grazie al quale la mia compagna ebbe modo di recuperare un pò delle notti insonni trascorse con la sua fiamma, proseguì il giorno seguente con una visita ai negozi milanesi accompagnata con un pò di sollievo all'ombra del Castello Sforzesco e si concluse con una cena a casa del ritrovato Xander. In questo arco di tempo, ebbi modo di intravedere qualcosa di diverso nella mia amica: era svogliata, si illuminava principalmente durante le (numerose) telefonate di Marco e sembrava non veder l'ora di congiungersi a lui. Ma poi lui la invitò ad una corsa di moto privata con un unico Pass disponibile per quella domenica, quindi: o non vieni, o vieni e cerchi di liberarti del tuo compagno di viaggio. Inizialmente la priorità di Lou* era l'amicizia, ma non appena le dissi che potevo chiedere a Sam di ospitarmi lei le cose cambiarono e giunse, il sabato sera alle 23e30, a telefonargli per capire se avrebbe potuto spedirmi bellamente da lui oppure no. Sam, la cui priorità ad un pomeriggio in piscina era comunque quella di aiutare un amico in difficoltà accettò.
La stranezza di Lou* continuò poi da Xander, dove trascorse metà della cena sul balcone al telefono con Marco, e terminò alle 3e30 di notte, quando si dichiarò stanca e assonnata (oltre che seccata) e reclamava il ritorno a casa nonostante io mi stessi divertendo.
Mi promisi di stare zitto, litigare con Lou* dopo l'ospitalità di quelle 2 notti sarebbe stato scortese e immaturo, ma non appena lei si accorse che Aspirante Carrie Bradshaw tramava qualcosa, decise di affrontarmi e il litigi scoppiò. Ci dicemmo tutto: io che lei da quando era arrivato Marco non era più la stessa e si annoiava per ogni cosa arrivando addirittura a cambiare le sue priorità per una relazione, lei spiattellandomi la mia parzialità nel dare giudizi sul suo collega e su qualsiasi relazione intraprendessero i miei amici.
Quella fu la nostra prima litigata. Credevo che dormendoci sopra la seccatura sarebbe passata, ma la domenica mattina, mentre io facevo le valigie con destinazione "Casa di Sam" e lei si preparava per la sua gita, mi resi conto che niente era sbollito. Avrei voluto tornare a scherzare come nei giorni precedenti, cercare di superare la litigata avvenuta quella notte, sperare che Lou* in realtà avesse ancora le vecchie priorità che probabilmente stavano cambiando ed io non me ne ero reso conto, ma non ce la feci. Il torto subito era troppo.
Ero il solo a dare ancora priorità all'amicizia ed a mettere in secondo piano le relazioni sentimentali? E se così fosse stato, stavo inseguendo un'illusione? Sarei mai stato in grado di avere amici che sarebbero rimasti tali e fidanzati allo stesso tempo?
Mentre cercavo la risposta alle mie domande, arrivai a casa di Sam: eccolo lì, il mio migliore amico, fidanzato, che aveva sacrificato il suo pomeriggio in piscina, si era svegliato presto in vista del mio arrivo e aveva stravolto completamente i piani per il suo amico single. Probabilmente, qualcuno che aveva ancora le vecchie priorità c'era. Nulla era perduto.

giovedì 5 agosto 2010

In partenza!



Avrei dovuto pubblicare questo oggi, se qualche settimana fa non avessi discusso con Querceto e non avessi fatto un incidente in macchina che mi ha costretto a vivere con denaro contato.
Ma io, secondo i miei genitori e la maggior parte dei conoscenti, vado comunque in vacanza: a Torre del Lago, per 3 giorni, in macchina, partenza domani mattina alle 8e45. Non sanno che in realtà, con l'intenzione di cercare di tenere da parte qualche euro per un paio di spese folli in più, mi trasferirò per qualche giorno a casa della mia cara Lou*, i cui genitori si godono bellamente un soggiorno di tre settimane in Sardegna. Ed il denaro destinato alle vacanze passerà ad Aspirante Carrie Bradshaw. D'altronde, nemmeno Carrie amava andare al mare se questo voleva dire rinunciare allo shopping.
Ma non preoccupatevi, terrò aggiornato il mio caro Blog se ne avrò il tempo. Ragion per cui l'immagine più adatta a sostituire quella soprastante (ormai vista e rivista) mi pare questa:


Disintossicarmi da che? Ma dalla routine e da certi pensieri che da tutta settimana mi pervadono, ovviamente.

martedì 3 agosto 2010

Addio, Superga!

Ammiratelo!
Questo sarebbe dovuto essere il nuovo paio di Superga di Aspirante Carrie Bradshaw.


Trovate giovedì all'eccezionale prezzo di 24 euro e 90 cent in un centro commerciale della zona, sono state preferite alle All Star marroni alte (29 euro anzichè 75). Ma i sensi di colpa per aver abbandonato un esemplare così unico ad una tariffa così bassa mi hanno perseguitato per tutto il weekend.
Con il triste incontro di domenica mi ero deciso a compiere il fatidico passo, ma ieri l'amara scoperta: non c'era più il mio numero.
Addio 39! Addio Superga color Cactus! Addio possibilità per Aspirante Carrie Bradshaw di sfoggiarle a qualche Happy Hour! Addio attimo di felicità in una settimana buia! Addio momento di soddisfazione!
Niente sembra girare per il verso giusto.

lunedì 2 agosto 2010

Incontri inaspettati

Dopo un netto distacco come quello che avevo creato con Tom e Querceto, tornare al Borgo solo con Sam sarebbe potuto essere molto pericoloso. D'altronde, quando si frequentano certi posti e non si vogliono vedere certe persone, per una strana legge della sfortuna capita sempre che l'incontro avviene.
E' comprensibile dunque il mio stato d'allerta quando, ieri sera, arrivai al Borgo per la penultima serata borgara prima della pausa estiva. Dopo un sabato sera casalingo a vedere gli ennesimi episodi di Ugly Betty, tuffarsi nella movida milanese era la cosa più allettante che potesse capitarmi nelle mie noiose giornate di riposo.
Se però da un lato maledicevo la mia vita sociale, dall'altro continuavo a ringraziare me stesso per essere stato alla larga in tutto questo tempo da uomini e relazioni sentimentali. L'episodio di Marco era stato l'ultimo campanello di allarme ad avermi fatto capire quanto Aspirante Carrie Bradshaw e gli uomini siano due mondi incompatibili. Essere sereno e privo di preoccupazioni non era altro che la conseguenza del mio periodo di pausa da uscite ed avventure. Tanto valeva dunque farlo durare ancora per un pò.
Ormai presenze abituali, Sam ed io non ci mettemmo poco a rivedere facce conosciute, conoscenti recenti e nemici datati, così quando acconsentì ad andare in bagno con il mio amico avrei dovuto tenere in conto che qualche imprevisto sarebbe anche potuto succedere. Intento a sistemarmi i capelli, aggiustare i vestiti e bere il mio drink, ebbi la mia apparizione. Lì, sulla porta, era comparso un viso famigliare. Quello del Carabiniere. E mi veniva incontro. Per un attimo rimasi freddato: mai mi sarei aspettato di ritrovarlo a Milano e nemmeno di rivederlo dall'ultima volta in cui ero incappato in lui, cioè da quando, ad Halloween, rivedendolo ero fuggito letteralmente dalla sala da ballo della discoteca per uscire a piangere con Sam. Eccolo lì. Il mio fantasma. Il ragazzo che esattamente un anno fa stavo frequentando in qualità di amante, che mi aveva fatto soffrire più di chiunque altro e che avevo abbandonato in casa sua, ormai stanco di scuse e lacrime, una notte di settembre alle 3.
Cercai di riprendermi subito. "Devo uscire a fumare una sigaretta" furono le uniche parole che mi uscirono dalla bocca. Mentre mi dirigevo all'aperto tremavo; ero spaesato. Come se un incubo che da mesi avevo cercato di esorcizzare si stesse amaramente avverando. Fortunatamente non avevo visto Luca, il fidanzato perfetto che per mesi avevo invidiato ed alla cui ombra ero vissuto, ma l'idea di rimanere tutta sera in una discoteca dove potevo correre il rischio di incontrarli mi bloccò. Appena Sam mi raggiunse cercai di fingermi indifferente, ma poi, non ce la feci e chiusi in bagno, dove nessuno poteva vederci, mi misi a piangere. Per tutto quello che era appena successo e per tutti quei mesi in cui avevo finto che andasse tutto bene sperando, invano, di dimenticare.
Oggi, quasi ad un anno dalla fine di questo pasticcio, mi resi conto che in realtà ne ero ancora dentro. Avevo sperato che relegarlo nel silenzio mi aiutasse a superare la questione ma soprattutto a dimenticare. E invece era bastata una sola apparizione perchè tutte le mie certezze crollassero in poco tempo. Il mio fantasma era tornato. E purtroppo non avevo ancora trovato il modo di affrontarlo.
Scrissi un messaggio a Lou* e Clementia. Entrambe, seppur assenti fisicamente, mi diedero il loro appoggio. La loro presenza era ciò che più di tutto mi avrebbe potuto ridare il sorriso. Riaffrontare certi traumi non è mai facile, ma avere 3 punti di riferimento al proprio fianco rende il tutto meno difficile.