martedì 21 dicembre 2010

10 idee regalo (by Aspirante Carrie Bradshaw)


Anche Aspirante Carrie Bradshaw ha finalmente iniziato la fatidica Corsa Ai Regali.
Pochi sì, ma quest'anno, favorito da un budget più ampio e da tanta buona volontà, il mio impegno sembra dare i suoi frutti. A quasi metà della lista di doni completata e con un pacchetto già consegnato, ecco qualche consiglio per chi invece è ancora in alto mare e ha un budget non proprio stellare (vedi il sottoscritto). 
Ecco le 10 idee che mi hanno colpito nel mio giro di shopping:
Borsa Metallizzata
Pimpkie
Prezzo: 9.90 Euro
Orologio Swatch Gent New Collection
(sulla spinta del modello estivo, la
versione invernale in colori più tenui)
Prezzo: 50.00 Euro

Borsa "I <3 NY"
(in vernice, ideale per portare
piccole cose o anche il pranzo)
Prezzo: 9.90 Euro
Borsa Lanvin for H&M
Prezzo: 39.90 Euro

Agende Letts
(disponibili in varie misure e fantasie;
essenziali per le amiche impegnate)
Prezzo: a partire da 6.50 Euro
Guanti Oviesse
(in lattice, ottimi per la casa;
uniscono la praticità al glamour.
Per la casalinga fashionista)
Prezzo: 4.90 Euro
Sex And The City 2
(poteva forse mancare? Il sequel che
non può mancare sotto l'albero di
Natale di Aspirante Carrie Bradshaw)
Prezzo: 18.00

Kate Nash: "My best friend is you"
(13 tracce di musica Indie in grado di
contagiare chiunque. Provare per credere)
Prezzo: 15.90 Euro
T-Shirt Lanvin for H&M
Prezzo: 39.90 Euro
        

venerdì 17 dicembre 2010

Spirito Natalizio

Dato l'unico esame in programma a dicembre, inganno l'attesa del risultato con la corsa ai regali.
Ho poco più di una settimana per poter soddisfare il mio spirito natalizio e fare tutto quello che finora non ho potuto concludere per mancanza di tempo. Riflettendo bene però, quest'anno gioco in posizione di vantaggio, rispetto allo scorso. E questo per due motivi: grazie al lavoro ho a disposizione un budget decisamente più ampio e soprattutto ho maturato una buona inventiva in fatto di originalità.
Inoltre, se proprio vogliamo essere ottimisti, i litigi e le discussioni dei 365 giorni scorsi, hanno ridotto drasticamente la già sufficientemente corta lista di destinatari. Che tradotto significa: solo 3 o 4 regali da acquistare.
Ma poco importa, posso risolvere l'intoppo "+ denaro, - destinatari di regali" aggiungendo anche il sottoscritto nella lista, una o anche più volte. In questo modo non correrò il rischio di incappare in regali inutili, inadatti ad un Aspirante Carrie Bradshaw ma soprattutto di donare qualcosa che in fondo piace più a me che al beneficiario.
Il motto del mio Natale 2010 sarà dunque: meno stress e più regali per me. Sa un pò di slogan politico, ma non si sa mai che possa rivelarsi un buon inizio per intraprendere la carriera da parlamentare. 

martedì 14 dicembre 2010

I Am The Gang

Da circa qualche sabato Aspirante Carrie Bradshaw brancolava nel buio in quanto uscite e nottate in discoteca.
Con Sam ormai dedito alla vita di coppia, e dopo una nottata allo Stand Up con Xander in cui ero incappato in un amichevole Marco, avevo intenzione di trascorrere il weekend tranquillamente, studiando a casa ed evitando di mettere piede nel freddo tipico di dicembre.
Eppure il pomeriggio ricevetti l'invito da Vanish per andare a fare baldoria in compagnia sua, di Xander e della mia adorata Chicca, la mia amica recentemente tornata da un anno sabbatico trascorso in Australia alle prese con lavori improbabili ed incontri singolari. E dato che da più di un anno ormai non facevo serate con quest'ultima decisi di accettare.
Arrivai all'appuntamento con mezz'ora di ritardo. Evidentemente mettersi in tiro per uscire il sabato sera non mi veniva più così facile dopo parecchi sabati casalinghi o allo Stand Up, ma mi resi poi conto che valeva davvero la pena sfruttare i vestiti dell'armadio che ancora non avevo inaugurato. Anche perchè non potevo mostrarmi inadeguato alla mia prima serata con la mia amica che ormai aveva acquisito il termine di paragone australiano in fatto di abbigliamento. Ma soprattutto: avevo il sentore che quella sera avrei rivisto una vecchia conoscenza, tale Alessandro, che da quel lontano settembre al Borgo, avevo solo intravisto su Facebook.
Andammo tutti al We Are The Gang, un locale poco distante da Milano ma che sembrava avere la stessa prerogativa del Toilet: non era arredato come l'interno di un WC, ma aveva una clientela parecchio interessante. Si trattava di ragazzi alternativi, un pò fighetti, con un gusto per la musica che si scostava parecchio dagli attuali canoni commerciali (vedi: Lady Gaga&co) e prediligeva uno stile British. Per un attimo, appena entrato, mi parve di essere finito in un tipico locale da video musicale londinese, gente stilosa, intenta a ballare, bere, fumare, ed in pochi minuti mi sfilarono davanti ben 7 capi che all'H&M e Zara avevo etichettato come "eccentrici". Lì c'era chi osava.
Non importava se erano gay, bisex o etero. Era come se fossi caduto indietro di 20 anni. Un pò come Carrie Bradshaw, giovane, nello Studio 54 di New York, dove ogni sera stili e generi diversi si mischiavano in un'unica pista.
Venni ispirato dal clima, dalle mie sigarette, dal cocktail, da Chicca e dalla musica, ballai e iniziai a notare come tutto senza etichette, sguardi o preoccupazioni fosse meglio. Lì, accanto a me, c'erano persone che volevano solo divertirsi. Ed il pensiero di Alessandro fu solo un lontano ricordo.
Il DJ mise una delle mie canzoni preferite "Dancing with myself" e niente mi sembrò poter andare meglio; ero in un posto fantastico, c'erano Xander, Vanish e Chicca con me, avevo notato parecchi ragazzi carini (e non pienamente etero) e poco importava se il giorno seguente sarei dovuto andare al lavoro. Dovevo godermela.
E lì, in mezzo alla pista, Xander mi fece un segno. Eccolo lì, Alessandro, in tutto il suo splendore.
Ballava con la sua amica, la stessa che avevo conosciuto al Borgo a settembre, e subito, per la sorpresa, corsi a nascondermi. Era stato già sufficientemente ridicolo conoscerlo la sera in cui mi ero ubriacato a più non posso. Non potevo farmi vedere nei suoi locali. Punto.
Ma poco più tardi una mano mi afferrò il braccio, e me lo ritrovai faccia a faccia. Uscimmo a fumare, e decisi così di mettere in piedi la mia solita rappresentazione con chi invece mi interessava: Aspirante Carrie Bradshaw in "No, tu non mi piaci e voglio fare l'acido con te, gnè". Rimanemmo a parlare per una buona mezz'ora, Xander tentò di mandare all'aria la mia recita, conobbi una sua nuova amica, e poi, dopo mille provocazioni verso di lui, se ne andò a casa.
Continuai la mia serata. Alle 3e30, ovvero il coprifuoco da me prestabilito per le notti in discoteca da quando vado a lavorare, la musica finì e ce ne tornammo tutti a casa con tante foto sulla coscienza.
Fui fiero della mia performance; anche se ero in un posto dove tutti facevano di tutto per essere loro stessi, io avevo finto di non avere il benchè minimo interesse per un ragazzo. 
Questo era il We Are The Gang per me. Di certo devo ritornarci.

sabato 11 dicembre 2010

Aspirante Carrie Bradshaw abbonato fashionista



Ci sono giornate che non possono non essere ricordate.
Perchè hai incontrato il ragazzo dei tuoi sogni, perchè hai superato brillantemente un esame, perchè hai finalmente ritrovato la persona che avevi allontanato... 
Per me oggi è una di queste: ho ricevuto il mio primo numero da abbonato Vogue! Approfittando di un'incredibile offerta, qualche mese fa ho deciso, insieme alla mia Autorevole Madre, di sottoscrivere un anno di numeri alla rivista più fashion (e cara) di tutte.
Fin dal momento che avevo imbucato la lettera con la conferma della mia volontà di diventarne un accanito lettore aspettavo segnali da parte di Franca Sozzani o chi-per-lei ed oggi, appena ho avvistato sul tavolo della mia cucina il viso di Gisele Bundchen, la gioia è esplosa a più non posso. Quasi più di quando acquisto un paio di scarpe che mi piacciono ed a cui faccio il filo da mesi.
Ora, la rivista su cui Carrie Bradshaw scriveva nella serie televisiva penserà bene di tenermi aggiornato sulle ultime tendenze in fatto di moda, design ed arte per 12 lunghi mesi e probabilmente anche di più. Sempre assieme al mio amato Vanity Fair, ovviamente. E, come se non bastasse, si prevede già una nuova dipendenza oltre che un passo in meno per diventare a tutti gli effetti come Carrie Bradshaw, anch'essa sua fedele abbonata.
Queste sono le giornate da ricordare. Questa è la giornata in cui Aspirante Carrie Bradshaw è diventato a tutti gli effetti un abbonato fashionista. Remember it!

giovedì 9 dicembre 2010

101 luoghi dove fare shopping

Superata l'Immacolata per tutti i fashion-addicted e non solo si risveglia un unica preoccupazione nel mese di dicembre (eccetto quella per cosa indossare la sera di Capodanno): la corsa ai regali di Natale.
Un dono per la migliore amica, uno per il migliore amico, un altro per il proprio boyfriend, uno per quella persona con cui siamo in "debito" per qualche piacere ricevuto durante l'anno. Per non parlare poi della famiglia.
Le riviste come Vanity Fair pullulano in queste settimane di consigli ed idee sui regali divise in fascia di budget, <50euro, tra i 50 e i 100 euro e così via fino ad arrivare addirittura a superare la quota 1000, perchè, citando la mia bibbia-rivista, "se non badi a spese, non devi sbagliare: the best of per lasciare il segno".
Per chi invece come me è molto più modesto, abita a Milano o Roma e non sa ancora dove sbattere la testa, può beatamente affidarsi ai due libri usciti in libreria intitolati: "101 luoghi dove fare shopping a Roma o a Milano" (edizioni Newton Compton). Sono stati scritti da Elena Lera e Cristiano Rinaldi il primo, Rossella Canevari e Carlotta Pistone il secondo. Non si tratta di semplici elenchi di negozi o luoghi dove trovare l'articolo giusto al prezzo obbligato, ma di vere e propri personal shopper in carta per chi vuole sottrarsi ai prezzi imposti dalle grandi marche senza però rinunciare all'articolo cool
Fare i regali di Natale per chi vive in metropoli da quest'anno diventerà un piacere. E non solo per i fashion-addicted. Parola di Aspirante Carrie Bradshaw.


mercoledì 8 dicembre 2010

Meglio tardi che mai

Diventare Carrie Bradshaw significa molte cose.
1. Provare a farsi una carriera lavorativa giornalistica: ed io la stavo tentando con il mio percorso accademico ormai, si spera, vicino all'ambita Laurea in Comunicazione.
2. Provare a metter da parte un sostanzioso gruzzolo in vista del tuo futuro appartamento a Milano: ed io lo stavo facendo con il mio lavoro da commesso del giovedì e della domenica, sperando di riuscire a cavarmela almeno per i primi mesi. 
3. Cercare di farsi un guardaroba adatto ad un look il più possibile di buon gusto ed allo stesso tempo originale: cosa che mi veniva abbastanza semplice dato la marea di cose che ultimamente stavo acquistando a più non posso. Tuttavia sul risultato non sono così presuntuoso da pronunciarmi. I miei vestiti mi piacciono così. O almeno una buona parte di essi.
4. Incappare in conflitti interiori circa il punto 2, cioè risparmiare per il tuo futuro, ed il punto 3, cioè finire vittima del ragionamento "Ormai lavoro, posso permettermi tutte le cose che voglio" basato a sua volta sulla convinzione/giustificazione che anche "Carrie Bradshaw in fondo farebbe così".

Eppure qualcosa ad Aspirante Carrie Bradshaw mancava.
Sabato sera, prima della mia nottata di alcool e follia allo Stand Up con Xander, fissai la mia attenzione sul collage di foto che avevo realizzato ancora a giugno e notai come le cose in pochi mesi erano cambiate. Comparivano infatti Lou*, l'amica preziosa che dal litigio di inizio agosto aveva preso le distanze dal sottoscritto, e Querceto, che dall'ultima volta che l'avevo visto al Borgo, ubriaco come una spugna immersa nella Vodka, non avevo più sentito. 
Se davvero fossi stato Carrie Bradshaw questi litigi non sarebbero mai avvenuti, avrei trovato un modo gentile o comunque educato per far presente che le cose non andavano più, che bisognava rivedere qualche particolare, che i problemi si potevano superare. Per Lou* avevo fatto la mia mossa, parecchie volte le avevo scritto nei mesi addietro ricevendo sempre le solite risposte distaccate che non riflettevano più la persona che avevo avuto a fianco negli anni, ma per Querceto no. E lì, decisi di ascoltare la voce in me che da settimane mi diceva di scrivergli, almeno per ringraziarlo dell'ultima volta che mi aveva offerto il suo aiuto mentre io, ubriaco, alternavo in un chiarimento improbabile verità imbarazzanti a provocazioni stupide vittima dei drink del Borgo. Nel frattempo si era fidanzato, aveva trovato probabilmente nuovi amici gai con cui trascorrere le sue serate in compagnia di Tom, aveva forse rivalutato la Romana e condannato me, ma se non volevo ricadere nello stesso errore della scorsa estate, ovvero scappare, dovevo farmi avanti. Decisi dunque, non avendo più il suo numero di cellulare, di scrivergli qualcosa attraverso la chat di Facebook, così, per dimostrare che poi quel rapporto di amicizia che in passato c'era stato, in fondo per me contava pure qualcosa. Ecco quello che gli scrissi:

nico!
ci sei?
(dopo qualche minuto ndr) vabbè
ad ogni modo, volevo solo ringraziarti per avermi assistito l'ultima domenica che ci siamo visti al borgo e scusarmi se per caso ti ho creato disagi o robe simili,ma non credo di aver mai bevuto come quella volta
quindi:grazie
per il resto spero che ti vada tutto alla grande!
ci si vedrà in giro immagino
buona serata

Non ricevetti risposta. Era online, il suo stato risultava attivo e nemmeno i giorni seguenti ricevetti un suo segno di vita. 
Evidentemente avevo avuto quello che mi spettava, e di certo non lo potevo biasimare dato che ero stato io il primo a sparire ed a non rispondere ai suoi messaggi senza alcun preavviso, ma in qualche modo avevo fatto il mio passo. Non sarà stato quel grande evento, eppure mi sentivo meno in colpa.
D'altronde, anche Carrie Bradshaw l'avrebbe fatto. Meglio tardi che mai.

lunedì 6 dicembre 2010

Piccole dimenticanze bibliotecarie




Eh?

Ok. Posso aver dimenticato di riconsegnare un paio di libri presi in prestito qualche mese fa nella mia Biblioteca, ma in fondo cosa vuoi che siano 6 mesi quando un prestito può durare fino ad un massimo di 30 giorni e non di più?
Pensandoci bene dev'essere tutta colpa degli esami che poi mi hanno sopraffatto, delle vicissitudini con Matteo, del litigio con Lou*, della mia presa di distanza con Querceto, del lavoro che ho trovato, dell'inizio delle lezioni universitarie, dell'esame che il 15 dicembre dovrò dare.
Ma soprattutto, e ne sono convinto dal più profondo del mio cuore, la colpa è soprattutto degli sconti che d'estate si fanno sui libri: ad agosto, complice un -25% sul prezzo di copertina, ho acquistato "I Love Shopping" e da quel momento ne sono caduto vittima.
Stefano Benni e l'orrido libro di Carlo Pastore saranno rimasti impolverati dunque su qualche scaffale, magari assieme al mio libro di Cinese. Mi toccherà rispolverare tutto, se non voglio finire arrestato e sporcare la fedina penale sinora pulitissima.
Eppure, essere impegnati è anche questo. Che la mia bibliotecaria acida se ne faccia una ragione.